L’arte della distillazione delle piante

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L’ARTE DELLA DISTILLAZIONE DELLE PIANTE

Sabato 18 aprile – ore 16:30

Sperimenta con noi la lavorazione del rosmarino selvatico, scopri con noi virtù e segreti dell’estrazione del suo olio essenziale. Grazie alla guida di Filippo e del suo opificio erboristico contemporaneo, partiremo per un viaggio indimenticabile nel mondo profumato delle piante officinali della Sardegna. Risveglieremo emozioni e sensazioni dimenticate. Gli alchimisti medievali parlavano di forza dei luoghi e anima della pianta. Le essenze estratte erano per loro capaci di entrare in relazione con le persone toccando parti profonde, aiutandole nei loro processi di trasformazione. Come alchimisti provetti impareremo ad estrarre con l’alambicco oli essenziali e acque aromatiche purissime che animano questi luoghi colmi d’incanto della Marmilla. Ingredienti preziosi per preparare cosmetici naturali che sapranno portare sulla nostra pelle le infinite ricchezze di questo straordinario lembo di terra. Scopriremo virtù e proprietà fitoterapeutiche di questa pianta straordinaria, impareremo a distillare la sua anima e in campo cosmetico esploreremo le sue numerose applicazioni.

Gli organismi vegetali parlano una lingua silenziosa, fatta di molecole e fitochimica. Questo straordinario modo di comunicare è il cuore dell’Eliocentrico Lab di Filippo: ogni estratto, ogni essenza e ogni fitoderivato nasce dall’osservazione attenta delle strategie chimiche che le piante hanno sviluppato nel corso di millenni.

Non perdere l’opportunità di conoscere curiosità e dell’arte della distillazione delle piante.

Incontro aperto al pubblico a cura di Filippo Sanna

Durata

1h circa

Ritrovo

Casa Accalai – Ussaramanna

Numero max di partecipanti

Nessun limite

Gallery

PILLOLE ETNOBOTANICHE DEL ROSMARINO

Salvia rosmarinus, Romarinus officinalis, Ros maris, la rugiada del mare, un nome evocativo che emana il colore dei suoi fiori e l’umidità della notte grazie alla quale questa pianta selvatica può rinascere ogni giorno.

Proprietà fitoterapeutiche: è antisettico, antispamodico, colagogo, diuretico, stomachico, digestivo, tonico, vulnerario, rilassante ed aumenta le potenzialità mnemoniche. Potente rimedio naturale per la circolazione, stimola l’afflusso di sangue e rilassa i muscoli tesi, utile nella prevenzione di mal di testa ed emicrania.

Virtù magiche: il rosmarino porta con sé Forza, Memoria e Protezione.

Nel linguaggio amoroso dei fiori evoca un cuore felice, e se regalato racchiude questo messaggio: “sono felice quando ti vedo”. Una pianta che depura dalle tossine e richiama negli ambienti le energie positive. Anticamente veniva impiegata in alcuni specifici riti di purificazione legati alle abluzioni manuali per agevolare ogni guarigione. Per gli egizi era simbolo di immortalità: usavano metterne una manciata in mano al defunto per facilitarne il viaggio nell’oltretomba.

Incastonato nella nostra mente principalmente come uso culinario, il rosmarino è in realtà una pianta medicinale: disinfettante, ricca di oli essenziali, antibatterica, vermifuga come molte piante dagli oli essenziali profumati. Una pianta utile per la memoria, che aiuta la concentrazione. A questo potere fa riferimento Ofelia nell’Amleto di Shakespeare quando, donandole un rametto, dice a Laerte: “ecco del rosmarino, questo è per la rimembranza; vi prego amore, ricordate; ed ecco delle viole, queste per i pensieri”.

Una pianta che ha ispirato illustri preparazioni che divennero celebri: l’acqua della regina d’Ungheria, l’aceto dei quattro ladri, l’acqua celeste e la nostra tradizionale Acqua di san Giovanni. Assieme all’iperico, la lavanda e la ruta andavano raccolte al tramonto e lasciate macerare nell’acqua sotto i raggi della Luna, in modo che potevano rilasciare nell’acqua le loro essenze e amplificare le loro proprietà terapeutiche. Giugno è difatti, il tempo balsamico di questa pianta, il periodo in cui la pianta ha la maggior produzione di principi attivi. Il rosmarino rientrava fra quelle piante che cui venivano attribuiti poteri scaramantici così forti da non aver bisogno di essere abbrebàdas, ossia sottoposte al rito magico della recita dei brèbus. Per fugare le ombre e contro lo spavento, si praticavano fumigagioni bruciando su una tegola 3, 5 o 9 ingredienti benedetti, tra cui, immancabile, il rosmarino. Per proteggersi dagli incantesimi e dai mali d’amore, anticamente era consuetudine tenere in casa un rametto di rosmarino. Per schermarsi dagli influssi negativi andava portato addosso. Se lo si portava con sé nei boschi si doveva, però, essere consapevoli della sua capacità di richiamare l’attenzione delle creature magiche che ci vivevano, un potente linguaggio espressivo che nascondeva un passaggio di consapevolezza trasformativo: con la giusta concentrazione e protezione l’essere umano può entrare in contatto con il selvatico, le sue energie psichiche più profonde e provare a trasformarle lungo il cammino che conduce alla propria liberazione interiore. Si riteneva che il rosmarino avesse anche il potere di proteggere i neonati contro is cogas. Per la nostra tradizione queste creature temute, un po’ vampiri, un po’ streghe, avevano la prerogativa di non riuscire a trattenersi dal contare qualsiasi cosa abbia molte punte, un pettine, treppiedi rovesciati, rastrelli.. Vista la loro incapacità nel contare oltre al numero sette, verrebbero in questo modo distratte dall’oggetto e rimarrebbero impegnate tutta la notte a contare, dimenticandosi di compiere malefici

L’attività comprende

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Dimostrazione distillazione delle piante officinali

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Racconti e curiosità sulla distillazione

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Presentazione della specie Salvia rosmarinus

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Idrodistillazione completa della Salvia rosmarinus

Crediti

A cura di Filippo Sanna, tecnico erborista e fondatore Eliocentrico Lab – Opificio Erboristico Contemporaneo