Arte urbana collettiva
ARTE URBANA COLLETTIVA – TOPOGRAFIE IMPRESSE: L’HERBARIUM DI ARGILLA
Dal 1 al 4 maggio 2025
Il progetto Arte Urbana Collettiva nasce con l’intento di coinvolgere la comunità locale in un processo creativo collettivo, utilizzando l’argilla come materiale per realizzare un’installazione di arte urbana. Il laboratorio, guidato dall’artista, permetterà ai partecipanti di apprendere diverse tecniche di manipolazione dell’argilla, lavorando insieme su un tema definito dalla comunità e all’artista. Quello scelto per questa splendida occasione di incontro sarà: l’herbarium di argilla.
Assieme alla comunità di Ussaramanna e ai partecipanti del Festival delle erbe spontanee verrà creata un’opera condivisa che diventerà simbolo di unione e identità collettiva. Il laboratorio si svilupperà in sessioni pratiche in cui i partecipanti manipoleranno l’argilla per realizzare le parti che comporranno l’opera finale. L’installazione sarà poi collocata in uno spazio pubblico del paese, trasformando un angolo urbano in un luogo di incontro e di espressione artistica. Il risultato finale non sarà solo un’opera d’arte, ma un simbolo di partecipazione collettiva, che valorizza la comunità e lo spazio urbano. Ogni partecipante contribuirà con la propria creatività e il proprio impegno. Il progetto rafforza il senso di appartenenza e di identità della comunità, promuovendo il dialogo e la solidarietà tra persone di diversa provenienza. L’arte è uno strumento di grande importanza per coltivare i valori di condivisione e inclusione sociale, per sviluppare il senso di appartenenza alla comunità e collettività; un mezzo prezioso capace di sondare le profondità dell’animo e trasformare volti, luoghi e persone.
A cura di Jubanna
Ritrovo
Loggiati di Casa Zedda – Ussaramanna
Numero max di partecipanti
Aperto a chiunque voglia condividere l’amore per l’arte e la natura
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Gallery
L’attività comprende
Laboratorio esperienziale di arte urbana collettiva
Crediti
A cura di Jubanna
“In un momento casuale della mia vita, ho preso un pezzo di argilla in mano e da allora ne conservo sempre un pezzo. Avrei voluto fare il fabbro, mi incanta vedere il ferro diventare incandescente e morbido, così come l’odore della fusione. Invece ho incontrato l’argilla e instaurato con essa un rapporto simbiotico, progettiamo insieme e prendiamo forma senza troppe costrizioni mentali, sperimentando superfici ruvide e metalliche su impasti refrattari, creando similitudini con il ferro, ho cosi iniziato ad inserire nell’ argilla questo elemento. Lascio spazio alle idee piuttosto che alla tecnica, realizzando solo pezzi unici e mai in serie, evitando che i miei manufatti e le installazioni che realizzo abbiano una reale funzionalità, mi interessa la funzione estetica, contemplativa e ambientate”
